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Milan-Barcellona: parallelismi, scontri e intersezioni

Lunedì 21 Novembre 2011, 18:30 in Storie & Personaggi di

Mercoledì si gioca Milan-Barcellona: ultimo capitolo di una lunga storia di battaglie, spettacolo e...scambi

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Meno due a Milan-Barcellona: una sfida il cui significato non si esaurisce nella semplice supremazia nel gironcino di Champions League. Una vocazione al lusso che è simboleggiata da quella che è ormai ritenuta da tutti, in Spagna come in Italia, il confronto a distanza più affascinante del calcio moderno: Milan di Sacchi contro Barcellona di Guardiola. Impossibile, ovviamente, dare una risposta al quesito "chi è il migliore" - se non ci è riuscito l'ecumenico Van Basten, figuriamoci se posso farlo io.

Quel che è certo è che si affronteranno i due club che, senza timor di smentita, hanno dato di più all'ultimo quarto di secolo di calcio europeo, in termini di vittorie e spettacolo. Una storia che nasce da una caldera comune, l'incandescente Olanda del calcio totale, e si allunga su binari paralleli; e il cui tragitto ha conosciuto innumerevoli intersezioni: a memoria, è difficile immaginare due club che si sono scambiati più campioni di Milan e Barcellona nell'ultimo ventennio.

Da Reiziger a Ibrahimovic, sono 13 i giocatori che hanno militato su entrambe le sponde. Il lungo "ponte aereo", come l'ha definito Sport, è iniziato nel 1997, con il passaggio di Reiziger e Dugarry al Barcellona, dopo la disgraziata annata del Tabarez & Sacchi-bis; mentre l'anno dopo fu la volta di Winston Bogarde (gesù) e di Patrick Kluivert (per il Cormorano Nero ben 90 reti in 6 anni in blaugrana). Nel 2001 fu Francesco Coco a trasferirsi in Catalogna, senza lasciare grandi tracce di sé. Percorso inverso per Rivaldo, che nel 2002 diventa il primo craque a cambiare di maglia, ma senza troppa fortuna: vince la Champions League del 2003, ma in finale non gioca nemmeno un minuto. La sua avventura in rossonero terminerà all'inizio della stagione successiva. Nel 2005 tocca a Demetrio Albertini, che giocherà a Barcellona solo mezza stagione, riuscendo comunque a farsi apprezzare.

Sicuramente più interessante il caso-Ronaldinho, che arriva a Milano nel 2008 tra gli squilli di tromba berlusconiani. Il Gaucho, che a Barcellona si è imposto come il numero uno al mondo, trascorre in rossonero due stagioni e mezzo  - e tuttavia si farà ricordare più per le sue leggendarie serate negli hotel deluxe del centro città che per le prodezze in campo. E poi ancora Zambrotta, Van Bommel, Bombolone Ronaldo e Davids, benché questi ultimi non abbiano regalato né al Milan né al Barcellona la parte migliore della loro carriera.

Infine, lui, Zlatan Ibrahimovic, il cui rapporto con il Barça e con Guardiola è tuttora al centro di un dibattito internazionale. In un certo senso, nessuno meglio di lui può rappresentare il complicato intrico triangolare tra Milano, Barcellona e Ajax.

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2 commenti
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22 Nov 2011
alle 18:50

Paolo Cola

@Giovannino

E dove avrei scritto che l'Ajax non è di Amsterdam?

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22 Nov 2011
alle 15:36

Giovannino

ahòòòò, er mejo ronaldo s'e' visto in catalogona...........STAGIONE 1996-97

e l'ajax è di AMSTERDAM .

 

brontol spotol

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