Ossessione rossonera
Auguri a Pippo Inzaghi! Ecco come un giocatore (apparentemente) privo di qualità è diventato uno dei più letali predatori del gol della storia del calcio
Il 9 agosto di 38 anni fa nasceva a Piacenza uno dei più grandi attaccanti del calcio mondiale: Filippo Inzaghi. Miglior goleador italiano in Champions League, rivale di Raul e Gerd Muller per il trono di miglior marcatore europeo di ogni tempo, unico giocatore ad aver segnato in tutte le competizioni di club, pluricampione d'Italia, d'Europa, del mondo: ecco come un giocatore apparentemente privo di virtù è riuscito a farsi spazio nella leggenda.
Diciamocelo, Inzaghi non si ama a prima vista. Anche chi, come me, è ormai un Pippista convinto, lo è diventato gradualmente, anno dopo anno. Non un'illuminazione, ma una lenta presa di coscienza: più simile al risveglio del laico che al fervore del religioso. Pippo non è bello da vedere. La sua corsa è sgraziata, ingobbita; il suo calcio è asciutto, legnoso, del tutto scevro di eleganza. Pippo non fa assist, non tira da fuori area, non è abile in acrobazia, non concede nulla all'estetica. Il suo territorio non è l'ampia savana, ma il sottobosco oscuro. Non caccia, tende agguati e non disdegna le carcasse. Pippo ha in comune col leone solo il segno zodiacale, per il resto è più simile alla iena.
Eppure, è innegabile che ci sia qualcosa di straordinario in lui. Come ha potuto un giocatore fisicamente normodotato (non particolarmente potente, né agile, né veloce) e tecnicamente vicino alla mediocrità assoluta (tecnica approssimativa, pessima meccanica di tiro, zero dribbling, zero assist, zero gingilli, zero tutto) diventare uno dei più pericolosi attaccanti al mondo, in grado di vincere tutto quello che ha vinto?
In un famoso romanzo di Asimov, Golan Trevize viene prescelto per salvare i destini della Galassia grazie a una sua dote innata: la capacità di prendere la decisione giusta partendo da dati insufficienti. In un certo senso, è questo il segreto. Inzaghi ha un'incredibile capacità di lettura dell'azione quando ancora è allo stadio embrionale: lui sa in anticipo dove andrà a finire il pallone e si muove di conseguenza, anticipando tutti gli altri. Attenzione al verbo: lui non crede di sapere, lui sa. Non è un dettaglio da poco. Ci sono giocatori formidabili che conoscono poco il gioco (e uno ce l'abbiamo in squadra, con la maglia numero 7) e finiscono per far fruttare solo una parte delle loro enormi qualità.
Inzaghi, in questo, è un venerabile maestro. È la conoscenza del gioco. È il senso di Pippo per la rete.
concordo pienamente
Inzaghi è diventato Inzaghi grazie alla sua intelligienza (superiore alla stragrande maggioranza dei calciatori) voglia di sacrificio, e tanto sudore.
Se Cassano fosse nato col cervello di Inzaghi avrebbe già vinto 4-5 palloni d'oro; ma purtroppo (o per fortuna...) il talento e l'intelligenza sono confluiti in due corpi diversi
migliore analisi non esiste <3
L'amore ai tempi del colera: come Galliani ha rinforzato il Milan senza tirare f…
Supercoppa italiana 2011: Ibra e Boateng cancellano il laboratorio Inter e regal…
Milan nuove maglie 2012: banda verticale rossonera e finiture dorate
Amarcord di un indimenticabile 0-6 all'Inter
Celebration Day! Immagini (sfocate) di una lunga notte di festa
Milan news: Pato, un caso ancora aperto. Anche per Gattuso
Stephan El Shaarawy, la scheda del nuovo acquisto del Milan
Milan news, Galliani: "El Shaarawy un grande campione". Ma intanto niente Pechino:…
Probabili formazioni Serie A: Atalanta-Milan, Boateng in mediana per fronteggiare …
Amichevoli Milan 2011: ecco il programma completo
alle 20:15
AE
Davvero un bell'articolo!